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LE PROPOSTE DI CONFESERCENTI CATANIA PER USCIRE DALLA CRISI

Confesercenti News23/07/2009 - Politiche a sostegno della crescita, della competitività e dell’innovazione delle Pmi, una burocrazia meno complicata e meno costosa, maggiore concorrenza ed una effettiva liberalizzazione del mercato energetico, attuazione dello Small Business Act Europeo per la valorizzazione dell’impresa diffusa, armonizzazione e coordinamento delle politiche fiscali. Queste, in sintesi, le principali proposte che la Confesercenti provinciale di Catania - in rappresentanza di oltre 6 mila micro, piccole e medie imprese ha avanzato durante l'incontro tenutosi con le altre parti sociali. Occorre un impegno straordinario – si legge nel documento - per dare al Piano di Ripresa Economica un livello di spesa e di articolazione degli interventi che possa restituire fiducia alle imprese, ai lavoratori, alle famiglie e dare ai cittadini europei il senso di appartenenza ad una Istituzione che “fa la differenza” perché è in grado di assicurare un sistema più trasparente, equilibrato ed equo in tutti i settori della vita economica e sociale. Le Pmi europee (circa 23 milioni) rappresentano il 99,8 % di tutte le imprese europee ed il 67,1% dei posti di lavoro nel settore privato costituendo, quindi, la struttura portante dell’economia reale e dei processi di sviluppo territoriali. Per questo – sostiene il Direttore di Confesercenti Catania Salvo Politino - è indispensabile un “patto europeo” per le Pmi per uscire dalla crisi che abbia come presupposto un impegno serio e continuativo affinché ci siano un’attenzione e un’azione molto più incisive e continuative da parte delle forze politiche provinciali, regionali, nazionali e di tutte le Istituzioni europee.

Un “patto” – secondo il direttore Politino - incentrato su alcuni punti chiave, tra cui: valorizzazione del sistema delle Pmi catanesi, italiane ed europee quale naturale attore commerciale, politico e sociale a livello mondiale; sviluppo delle politiche a sostegno della ricerca e innovazione, anche in materia di green economy; un più facile accesso al credito, con l’attivazione di una forma di contro-garanzia europea il riconoscimento della Garanzia Pubblica ai fini Basilea 2 da parte delle Banche e lo sblocco dei fondi BEI con destinazione prioritaria e diretta alle Pmi; accelerazione dei tempi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni e riduzione - nella misura del 25% ed entro il 2012 - degli oneri burocratici; revisione delle aliquote IVA a sostegno delle attività ad alta intensità di manodopera, dell’offerta turistica italiana e la possibilità di una fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno; riduzione degli oneri amministrativi in materia ambientale attraverso la semplificazione dell’apparato regolatorio; realizzazione di una maggiore concorrenza del mercato interno con il perseguimento di una effettiva liberalizzazione dei servizi energetici; rafforzamento delle politiche in materia di infrastrutture, trasporti e logistica; modernizzazione del mercato del lavoro e della formazione con l’introduzione di nuove forme di flessibilità regolata a sostegno dell’occupazione; inserimento del terziario (commercio, turismo e servizi) nei programmi per la Ricerca e l’Innovazione; adozione di politiche improntate alla valorizzazione del capitale umano e dell’istruzione.

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