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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE

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CONFESERCENTI CATANIA: NO ALLE LIBERALIZZAZIONI


Preg.mo On. Dott. Raffaele Lombardo
Presidente del Governo della Regione Sicilia



Pur non essendo stati invitati alla riunione del 19 Gennaio, la Confesercenti Provinciale di Catania, intende esprimere pieno appoggio al mondo dei piccoli commercianti, il quale rischia di subire pesanti danni dal decreto sulle liberalizzazioni del Governo Monti.
«Prendiamo le distanze dal Decreto Monti sulle liberalizzazioni sostiene il Responsabile Sindacale di Confesercenti Catania Salvo Politino - e auspichiamo che il Governo Regionale Siciliano possa intervenire subito in materia. Forse, il Governo Nazionale parla dell’importanza di concedere maggiore libertà al commercio senza conoscere le realtà delle nostre piccole botteghe (almeno quelle poche che ancora a fatica resistono) a conduzione familiare, sulla quale è già caduta la scure dell’Iva aumentata al 23% e dei contributi previdenziali aumentati al 24%. Il tutto, naturalmente, oltre al calo molto forte delle vendite innescato sia dal clima di terrore creato dal Governo Monti sia dalla certezza di avere molti meno soldi in tasca da parte dei pensionati e dei lavoratori dipendenti in genere.
Le ipotesi di liberalizzazione totale degli orari va ad avvantaggiare le strutture medio-grandi che possono coprire i costi fissi sia di apertura sia, soprattutto, di personale per rotazione e turnazione. Ammesso e non concesso che alcune operazioni di liberalizzazione creino davvero sviluppo, ciò avverrà nel medio e lungo termine. Ma non sicuramente nel breve.
Facendo un esempio, nel commercio al dettaglio gli ultimi dati parlano già di circa 180 botteghe al giorno che chiudono in Italia, e anche a Catania e in Sicilia il problema è ben visibile a occhio nudo. Uno degli effetti della crescita e dell’aiuto ai grandi centri commerciali è quello di diminuire il presidio che il piccolo commercio fa nel territorio, soprattutto nelle nostre realtà e nelle frazioni. Qui, il ruolo sociale del piccolo commerciante non è solo quello di fornire beni o servizi, ma è anche quello di presidiare il territorio stesso.
Tutto questo favorisce solo lo sradicamento dai nostri centri storici e dalle frazioni.
«Spetta alla Regione di riferimento – afferma il Presidente della Confesercenti di Catania Innocenza Lombardo - decidere le aperture delle attività commerciali. Su un tema come il commercio, il Salva-Italia del professor Monti sembra ledere la competenza delle Regioni che, quindi, sarebbero scavalcate nella loro potestà. Il Presidente del Piemonte, Roberto Cota, ha già annunciato che, con ogni probabilità, la sua Regione presenterà ricorso alla Corte Costituzionale. Auspichiamo che la Regione Sicilia possa fare la stessa cosa.
Alcuni comuni della Toscana, ad esempio, hanno deciso di seguire la legge regionale, aiutando così i piccoli commercianti del territorio. Certo è che la mancata armonizzazione tra la normativa statale e le diverse normative regionali sta creando confusione e disparità di trattamento sull’applicazione o meno delle norme.
Praticamente, siamo nell’anarchia più assoluta e più che liberalizzare il commercio lo si consegna tutto nelle mani dei soliti pesci più grossi…».
«Le liberalizzazioni non sono il modo migliore per affrontare la crisi economica. Con queste azioni si rischia di gettare nel caos il piccolo commercio e di favorire esclusivamente la grande distribuzione. Si assisterebbe, quindi, ad uno sviluppo incontrollato dei grandi centri commerciali. Ricordiamo che le liberalizzazioni degli orari nel commercio sono materia di competenza regionale.
Desideriamo altresì sottoporre alla sua attenzione, conclude Politino - una serie di problematiche che stanno mettendo in seria difficoltà la sopravvivenza delle piccole e medie imprese catanesi:


- Politiche fiscali vessatorie;
-Aumenti di imposte che deprimono i consumi;
- Studi di settore iniqui;
- Pignoramenti ed iscrizioni ipotecarie per imposte e contributi spesso non dovuti!!
- Tracciabilità dei pagamenti;
- Stretta Creditizia



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