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CRISI DELLE IMPRESE CATANESI

Confesercenti News
19/01/2012
CRISI DELLE IMPRESE CATANESI
"Siamo al collasso": la denuncia delle piccole e medie imprese catanesi


La Confesercenti Provinciale di Catania si prepara ad organizzare dei sit-in di protesta e contestazione, con i titolari di attività commerciali ed economiche della provincia di Catania
Un grido di rabbia contro chi non ha orecchie per sentire il grave disagio di commercianti, artigiani, agricoltori, e tutte quelle categorie che quotidianamente devono fare i conti con un irrefrenabile aumento dei costi di gestione delle attività, ma anche dei notevoli disagi per una situazione economica che sta mettendo in ginocchio migliaia di piccole e medie aziende, per non parlare della galoppante crisi occupazionale.
Ma i problemi di liquidità, legati alla stretta creditizia e al momento di crisi, sostiene il Responsabile Sindacale Salvo Politino - si stanno abbattendo come un boomerang sulla solidità delle piccole e medie imprese che forniscono servizi e beni, che per mantenere in vita le attività, devono, mensilmente, anche fare i conti con Equitalia e superare difficoltà finanziarie che con il passare dei giorni diventano quasi insormontabili». «Vogliamo lanciare un messaggio forte – afferma il Presidente di Confesercenti Catania Enza Lombardo – per evidenziare il perverso meccanismo di calcolo, da parte di Equitalia, delle sanzioni che ha evidenti falle e che sta portando al collasso un’intera nazione, colpendo in maniera ingiustamente chirurgica le piccole e medie imprese e decine di migliaia di famiglie colpevoli di possedere una casa di proprietà
«Il rischio maggiore è che il dato sull’occupabilità - continua Politino - sta già subendo una flessione e alcune imprese stanno assumendo, loro malgrado, decisioni drastiche riducendo il personale e tentare, sino a quando sarà possibile, di rimanere sul mercato»,
Ritengo sia un grave errore l’apertura degli esercizi commerciali 24 ore su 24 come da decreto Monti, liberalizzazione non significa ripresa dell’economia nazionale e maggiori opportunità per i cittadini al contrario, significa saracinesche abbassate per tutte le piccole imprese che saranno strette nella morsa tra la rinuncia al diritto al lavoro al riposo alla vita privata, da una parte, e la rinuncia all’attività dall’altra. Così non si risolvono i problemi della crescita del settore commerciale, in questo delicato momento economico la perdita di capacità d'acquisto dei cittadini italiani è determinata dalla crisi, dalla recessione, dalla perdita dei posti di lavoro, dalla necessità di fare economia quando si guarda al futuro con incertezza.
L'apertuta delle attività commerciali 24 ore su 24 non è sinonimo di maggiore propensione al consumo, la deregolarizzazione di Monti, contrariamente a ciò che avviene in Francia, Germania dove viene salvaguardato il principio dell’apertura per deroga nelle giornate domenicali e festive, è una condizione insostenibile che come conseguenza porterà maggiori problemi di sicurezza nelle ore notturne, difficoltà nei servizi dei trasporti pubblici che inevitabilmente dovrà fronteggiare costi crescenti di gestione a partire dal lavoro dipendente.
Per quanto riguarda gli autotrasportatori, in un colpo di spugna – afferma Politino - si stanno per cancellare quegli strumenti base che hanno permesso fino ad ora alle imprese del settore di essere tutelate nei confronti di vettori stranieri o italiani che non rispettano le regole. A tal proposito è necessario che' requisiti di professionalita', capacita' finanziaria e costi di sicurezza rimangano i tasselli fondamentali per lo svolgimento di tale attivita'.
Tre elementi che rappresentano l'unica arma di garanzia per le imprese del settore e che invece, se annullate andrebbero a beneficio di chi in regola non lo e'''.
Ad esempio e' impensabile che un autotrasportatore recuperi i costi sostenuti per il gasolio dopo circa un anno e mezzo. Noi chiediamo una modifica che preveda un recupero mensile o trimestrale''.Ritengo che un sicuro contributo alla competitività passi attraverso la tutela del “vero” Made in Italy, al contrasto della contraffazione che ormai interessa nuovi settori come prodotti alimentari,medicinali, occhiali, parti meccaniche ed elettroniche di prodotti ad alta tecnologia.” Basti pensare all'immissione sul mercato degli agrumi provenienti da paesi quali Marocco, Egitto. Non è possibile che le nostre aziende agricole debbano competere con paesi dove la manodopera agricola costa l'80% in meno rispetto alla nostra. Non è possibile che il caro carburanti debba incidere negativamente sugli stessi costi di gestione. E la Regione Siciliana sul “ Caro Carburanti “ che fa?
Auspichiamo - conclude Politino che, in tempi brevi, si apra un confronto istituzionale per «esplorare ogni possibilità che ridia ossigeno e speranza al sistema delle piccole medie imprese per evitare un vero e proprio tracollo del sistema Sicilia» e che non si senta bisogno di una liberalizzazione ulteriore che, se attuata senza regole, rischia di causare aumento dei costi fissi, desertificazione dei centri storici, dequalificazione del servizio e la sofferenza di tanti piccoli esercizi ed imprese familiari strette tra la morsa della competizione e la necessità di alternare a momenti di attività e anche equilibri di vita familiare.”.

LA VOCE DEGLI OPERATORI



Subiamo ogni giorno gli effetti di politiche fiscali vessatorie;
-Aumenti di imposte che deprimono i consumi;
- Studi di settore iniqui;
- Pignoramenti ed iscrizioni ipotecarie per imposte e contributi spesso non dovuti!!
- tracciabilità dei pagamenti;
Mentre l’economia soffre, le istituzioni, dove sono? ( si pensa a risolvere i problemi liberalizzando tutto e tutti );
Non siamo evasori, Siamo lavoratori, e siamo arrabbiati!
La piccole imprese sono stanche di pagare anche per i grandi evasori


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